
Egr. Sig. Massimo,
sono venuto a conoscenza dai giornali locali e on-line della nomina di Massimo Censori a Segretario de “La Destra” in Alba Adriatica.
In verità la notizia mi era già pervenuta per vie traverse e da fonti non ufficiali,ma stentavo credere che il fiume in piena della politica potesse raggiungere anche nel versante di destra un tale livello di confusione e turbamento.
Ho sondato il territorio,sentito gli umori,parlato con la gente,ed anche ascoltato i pareri e guardato negli occhi la gente che diede larga fiducia e un consenso del 6,3 % alle politiche,e che oggi non meritano un trattamento scoraggiante nel metodo e inopportuno nella scelta.
Massimo Censori lavora come factotum/autista/portaborse del vice-presidente della Provincia di Teramo Dott. Renato Rasicci ed è facile intuire dietro il sipario il manovratore/stratega della scena locale che furbescamente occupa lo spazio politico lasciato vuoto ed incolto,da sfruttare come viagra in un eventuale orgasmo elettorale.
Le grandi performances politiche riescono se costruite dalle umili persone che hanno saputo conquistarsi un loro pezzetto di dignità e di utilità sociale e non cercano di rimediare alle negligenze, disponendo dove si può di qualche panchina riverniciata senza però i necessari alberi,o di qualche casetta isolata ristrutturata senza le necessarie piste:molte volte i progetti aridi devastano quello che di buono hanno fatto le persone di cuore. Pertanto andiamoci piano con gli orgasmi e ascoltiamo di più la voce del bisogno.
sono venuto a conoscenza dai giornali locali e on-line della nomina di Massimo Censori a Segretario de “La Destra” in Alba Adriatica.
In verità la notizia mi era già pervenuta per vie traverse e da fonti non ufficiali,ma stentavo credere che il fiume in piena della politica potesse raggiungere anche nel versante di destra un tale livello di confusione e turbamento.
Ho sondato il territorio,sentito gli umori,parlato con la gente,ed anche ascoltato i pareri e guardato negli occhi la gente che diede larga fiducia e un consenso del 6,3 % alle politiche,e che oggi non meritano un trattamento scoraggiante nel metodo e inopportuno nella scelta.
Massimo Censori lavora come factotum/autista/portaborse del vice-presidente della Provincia di Teramo Dott. Renato Rasicci ed è facile intuire dietro il sipario il manovratore/stratega della scena locale che furbescamente occupa lo spazio politico lasciato vuoto ed incolto,da sfruttare come viagra in un eventuale orgasmo elettorale.
Le grandi performances politiche riescono se costruite dalle umili persone che hanno saputo conquistarsi un loro pezzetto di dignità e di utilità sociale e non cercano di rimediare alle negligenze, disponendo dove si può di qualche panchina riverniciata senza però i necessari alberi,o di qualche casetta isolata ristrutturata senza le necessarie piste:molte volte i progetti aridi devastano quello che di buono hanno fatto le persone di cuore. Pertanto andiamoci piano con gli orgasmi e ascoltiamo di più la voce del bisogno.
Ci piace sognare la politica,quella romantica,quella che si confrontava anche aspramente nelle sedi di campagna,molto spesso scantinati,con pareti che trasudavano passione, entusiasmo, speranza, stracolme di militanza soprattutto giovanile.
Ci piace tornare alla Politica,quella vera con la P maiuscola che sostituisce la politica di gomma e di facciata, quella che si confrontava,sugli ideali,sul futuro e sul passato,spesso in maniera aspra ma schietta,quasi sempre su panchine di periferia,circondate di passione e ideali.
Oggi sedi bellissime, nuovissime, piene di luce, computer, schermi televisivi, all’occorrenza prestate da apripista interessati,che sfiatati non mollano l’osso, ma purtroppo fredde e vuote,una testa di legno pronta a prostrarsi davanti al capetto di turno, unici argomenti: candidature, incarichi, ruoli di copertura,voti da riversare, che nulla hanno a che vedere con i problemi quotidiani del popolo, che intanto tira la cinghia.
L’investimento del Censori nel ruolo di Segretario con il compito di organizzare “La Destra” a livello locale,a partire da gennaio con la campagna di tesseramento,rende aria fritta la nostra idea di democrazia: da Atene dove quella che chiamiamo di solito ‘democrazia diretta’ si sviluppava in un complesso sistema di scelta a sorteggio, per assicurare una reale rappresentanza della società, si è passato all’affermazione di una ‘democrazia aristocratica’ basata sulla nobiltà,per poi finire in quella ‘democrazia d’élite’ che premiando i “migliori”,cioè quelli che si differenziavano per almeno una caratteristica dalla massa,finiva per non rappresentarla affatto;negli ultimi tempi la metastasi evolutiva ha sfornato la ‘democrazia partitocratica’, trasformatasi poi in ‘democrazia del pubblico’, dove cioè a decidere non è più l’apparato di partito,ma l’interazione tra opinione pubblica,sondaggi,carisma,populismo,finendo nella realtà per essere una poco rassicurante ‘democrazia delle vecchie mignotte’,che non è un’anomalia nel nostro caso locale, ma nella fase attuale un esempio rispondente della democrazia rappresentativa.
In sintesi la questione fondamentale è capire se il nuovo Segretario serve il partito “La destra” o al contrario, come temiamo, questo partito della destra serve il portaborse del vice-presidente provinciale;e più semplicemente sapere se “La Destra” in Alba Adriatica può sopravvivere quando si trasforma soltanto in uno strumento al servizio di qualcuno, o vive lo stesso quando rimane un centro di aggregazione su qualche panchina sverniciata magari senza nuove tecnologie ma più umana,
dove il militante torna ad essere protagonista,
dove la passione sostituisce l’affarismo politico,
dove ogni cittadino espone le sue idee,
dove il confronto è una ricchezza e non un pericolo,
dove ognuno risponde alla sua coscienza e non al capo che lo tiene sotto scopa,
dove cultura e formazione,merito e responsabilità sono cardini della classe dirigente.
I sistemi di potere,brutali,corrotti,avidi sono la cosa più comune della storia dell’umanità.
Nulla di nuovo.
Ci sono sempre stati: gli imperi coloniali, la schiavitù, la barbarie, l'Inquisizione, le tirannie, lo sfruttamento delle masse… Ma i popoli si sono organizzati, e li hanno sempre uno a uno spazzati via.
Lo hanno fatto quando non c'era la Tv, non c'era Internet, non c'erano le democrazie. Lo hanno fatto quando rischiavano la tortura, lo sterminio, la sparizione nelle fosse comuni, e quando non esisteva una giustizia di alcun tipo a tutelarli.
Ma lo hanno sempre saputo fare.
Il dramma del nostro tempo è che non siamo più capaci di farlo,non sappiamo più spazzarli via. Tutto qui.
E siamo i primi nella Storia a essere così pavidi.
Perché il dramma siete voi, noi, tutti noi e la nostra pavidità.
Senza astio verso nessuno … solo passione. Tanta passione.