
Il presidente della Camera vuole a tutti i costi le elezioni con il doppio turno: sistema sicuro per far vincere gli avversari. Ma a lui non importa: gli basta mandare a casa Berlusconi.
La morale è la solita: Fini è troppo pigro per remare, ma se proprio decide di farlo, rema contro per realizzare il suo desiderio.
Che non è quello di diventare qualcuno costruendo qualcosa ma demolendo tutto, anche la cadrega su cui è
comodamente seduto.
A Fini piace il semipresidenzialismo proposto da Berlusconi (d’accordo con la Lega)ma non piace il sistema proporzionale.
Preferisce il modello maggioritario francese a doppio turno. Perché con il doppio turno, amato anche dalla sinistra, il centrodestra perderebbe da qui all’eternità.
Esattamente ciò cui aspira il presidente della Camera il quale nella vita si è posto un obiettivo irrinunciabile:
vedere il Cavaliere fare fagotto e tornare a casa.
Del resto non gli importa nulla: ha talmente in antipatia Silvio che pur di levarselo di torno è pronto a dare
una mano ai suoi avversari, a costo di finire egli stesso all’opposizione.
Anche chi non si intende di sistemi elettorali non fatica a comprendere che col doppio turno, alla seconda tornata, tutti i partiti attualmente contro la coalizione di governo si alleerebbero per battere il premier e,
con i numeri su cui possono contare, ce la farebbero.
Che sia proprio Fini a invocare il sistema francese appare strano soltanto a chi non conosce Fini: a lui
preme liberarsi del Cavaliere, e il come è secondario.
Serve un suicidio in massa nel centrodestra?
Ottima idea.
La morale è la solita: Fini è troppo pigro per remare, ma se proprio decide di farlo, rema contro per realizzare il suo desiderio.
Che non è quello di diventare qualcuno costruendo qualcosa ma demolendo tutto, anche la cadrega su cui è
comodamente seduto.
A Fini piace il semipresidenzialismo proposto da Berlusconi (d’accordo con la Lega)ma non piace il sistema proporzionale.
Preferisce il modello maggioritario francese a doppio turno. Perché con il doppio turno, amato anche dalla sinistra, il centrodestra perderebbe da qui all’eternità.
Esattamente ciò cui aspira il presidente della Camera il quale nella vita si è posto un obiettivo irrinunciabile:
vedere il Cavaliere fare fagotto e tornare a casa.
Del resto non gli importa nulla: ha talmente in antipatia Silvio che pur di levarselo di torno è pronto a dare
una mano ai suoi avversari, a costo di finire egli stesso all’opposizione.
Anche chi non si intende di sistemi elettorali non fatica a comprendere che col doppio turno, alla seconda tornata, tutti i partiti attualmente contro la coalizione di governo si alleerebbero per battere il premier e,
con i numeri su cui possono contare, ce la farebbero.
Che sia proprio Fini a invocare il sistema francese appare strano soltanto a chi non conosce Fini: a lui
preme liberarsi del Cavaliere, e il come è secondario.
Serve un suicidio in massa nel centrodestra?
Ottima idea.
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