sabato 25 settembre 2010

LA POLITICA CHE UCCIDE ALBA ADRIATICA

Cosa aspettano,dal Sindaco all’appuntato dei carabinieri, dall’Assessore al Vigile di turno,a riaffermare l’autorità delle istituzioni, con la forza del diritto,contrastando la grande criminalità,ma anche i piccoli abusi, le diffuse negligenze,i compromessi, sinora tollerati per quieto vivere o per paura di ritorsioni e vendette elettorali?

In questo quadro desolante, le istituzioni locali continuano ad apparire ai cittadini drammaticamente deboli,quando non assenti, sulle esigenze più drammatiche della popolazione, in primis il lavoro per i giovani e il contrasto ai clan affaristici e ai prepotenti di turno.
Tutto questo «potrei, ma non so come e non posso farlo» è ben simboleggiato e purtroppo male rappresentata dall’attuale screditata classe politica.

Oggi dobbiamo ammettere che i pur discussi Amministratori e leader politici degli anni ’80 sono stati,di gran lunga,superati,in peggio,da quelli attuali,ai casciotti al femminile,che alcuni avevano promosso,come gli artefici del presunto nuovo modo di amministrare la cosa pubblica,ai caserta al maschile che altri avevano descritto, commettendo un errore clamoroso, come re magi portatori sani di idee nuove e rivoluzionarie.
Nella società civile albense non è spuntato un nuovo genio politico,come volevano dimostrare i vari Vattilana,Corradetti,per nominare solo gli ultimi.
Ma,più che l’assenza di un leader,si avverte la mancanza di una classe dirigente, e non solo in politica, autonoma, forte, rispettata e credibile,sia sotto il profilo culturale che sociale.

Non si sbaglia certamente a indicare la sinistra,nel presente e nel passato,come il simbolo del fallimento nella nostra città.
Certo, i primi a ribellarsi alla vera e propria scomparsa della figura dell’amministratore e del politico,disinteressato, serio e onesto, dovrebbero essere gli attuali ed ex elettori del partito democratico.
Come si fa ad accettare,in silenzio, senza protestare, gli attuali ras di quartiere, quei politici di professione, che hanno pensato solo a imbarcare i loro fratelli in società concusse,da consolidata prassi al limite della legge,a raccomandare i loro parenti e portaborse nelle Aziende,a permettere abusi edilizi sul territorio comunale e demaniale,a chiudere gli occhi davanti agli scempi ambientali, a infangare l’intera comunità con gli scandali della zona Peep, con la vicenda di Alba orientale e le violenze sulla triste fine di Fadani.
Ma,come i cittadini hanno cominciato a ribellarsi contro la criminalità dei Rom,e le forze dell’ordine hanno iniziato a muoversi contro la delinquenza comune,dovrebbero farlo, con maggiore forza e in forme nuove e più incisive, contro la mala politica,le collusioni partitocratiche e la pessima Amministrazione.
ALBA,SVEGLIATI!

Nessun commento:

Posta un commento