sabato 25 settembre 2010

VUOTO DA RIEMPIRE


A leggere alcuni editoriali degli ultimi mesi, sembrava che qualcosa si muovesse ad Alba Adriatica.
In verità,niente è cambiato. Tutto è come prima.
Tutto è tornato alla normalità:

sul problema riguardante la sicurezza
- I Rom sono tornati nelle loro case
- Gli extracomunitari hanno ripreso la loro attività
- I delinquenti hanno ricominciato a fare il loro mestiere.

sul problema ambientale
- Le normali 2 gocce d’acqua, le ricorrenti 2 gocce d’acqua continuano a tenere a mollo le nostre strade e tenere in scacco(in subbuglio) l’intera viabilità
- Le imprese edili,che una volta costruivano in alto,ora costruiscono in alto,in basso,in lungo e in largo,raggirando le normative e le leggi
- I gruppi di potere continuano a spartirsi il territorio,come nel rinomato Far West

sul problema + sentito del lavoro e dell’occupazione
- continua il programma “chi l’ha visto?” e l’assoluta assenza delle istituzioni sull’annoso problema
- e che dire poi delle fallimentari zone artigianali,delle insensate zone commerciali. Che fine hanno fatto?
- I cosiddetti poteri forti sono occupati ai loro profitti e non possono di certo preoccuparsi di bisogni,di socialità,di partecipazione,di responsabilità morale nei confronti della comunità.

SICUREZZA – AMBIENTE – LAVORO:
tre temi di importanza vitale,su cui (occorre) impegnare la nostra visibilità e sui quali l’intero popolo del PdL è tenuto a dare risposte concrete e impegnative,per dare tranquillità alla nostra gente (sul lato della sicurezza) ,per offrire una migliore qualità della vita (dal lato ambientale) ,e per garantire un domani più sereno (sul problema del lavoro e dell’occupazione).

VISIBILITÀ DUNQUE. MA ANCHE CREDIBILITÀ.
Visibilità di programma certo,ma anche credibilità di uomini e di rappresentanza.

Se con la memoria ripartiamo da lontano,dobbiamo riconoscere che di questa parola (CREDIBILITÀ)
- ne abbiamo dimenticato l’origine,talvolta per ingenuità;
- ne abbiamo infranto il significato,altre volte per egoismo
- e purtroppo troppe volte ne abbiamo stuprato il valore e disatteso la portata (l’importanza) per interesse e convenienza.
E la questione,nel tempo, è sempre stata la stessa.

Infatti, (ricordare) ripercorrere le tornate elettorali degli ultimi tempi,
- è come ripiombare in una serie di incubi non facili da dimenticare (per nessuno di noi).
- è come riaprire una serie di ferite fatte di dispute vergognose,di liste elettorali demoralizzanti, di occasioni perdute.

Riportare alla mente,con realismo,gli ultimi travagliati 10-15 anni, rivivere le vicende politiche del centro-destra nel nostro Comune,
- è come rivedere una storia oscura fatta da avventurieri,con metodi politici doppiogiochisti e ballerini;
- è come rivedere una storia fatta da cialtroni,con intenti politici oscuri e delinquenziali,dalla quale non poteva non scaturire solo che brutte figure e sconfitte, e l'avvento al Comune di maggioranze spurie (illegittime), falsificate,fittizie (inconsistenti) e non corrispondenti alla realtà e alle necessità della gente di Alba.

Infatti la mancanza (nelle sedi locali di F.I. e A.N.) di una responsabile struttura di base,democraticamente rispondente alle vere esigenze della società albense, hanno portato talora a governi comunali inefficienti ed instabili;
tal’altro gli effetti di talune liste elettorali discriminanti e viziose, hanno prodotto solo maggioranze inefficienti ed improduttivi, non fondate sulla ricerca del bene comune,e sui reali bisogni della nostra città.

Infine possiamo affermare,onestamente, con il rispetto dovuto sempre, che certe sconfitte elettorali sono state anche il frutto di scelte dirigenziali, che, senza essere succube di nessuno,oso definire arbitrarie e prive d’imparzialità. e, in alcuni casi,senza timore alcuno,definire anche,scriteriate,becere, scellerate,offensive alla intelligenza di ciascuno di noi.

Pertanto,
- se al vertice di questo circolo del PdL rimane per molti versi forte da una parte,nel circolo di F.I., la forza d’urto delle vecchie oligarchie,l’egemonia di personaggi drogati dal denaro e ossessionati da interessi personali
- e dall’altra nella sede di A.N. le recenti gestioni occulte, carbonare e settarie,con prospettive e finalità antiquate e attività sorpassate ed ottocentesche;
- Se il varo di questa nave del popolo della libertà,è condizionata dalle lobbies politiche o dai poteri forti che a queste fanno capo;
- Se la rotta di questa nave del popolo della libertà,viene amministrata con usanze obsolete o prassi e metodi di stampo feudale,
non porremo mai fine una volta per tutte a questa serie impressionante di sconfitte.

- Se in ultima analisi continua (persiste) la tendenza a fare del presidente del circolo alla periferia,“un soggetto che regna ma che non governa”;
- o se sopravvive la vocazione (l’intenzione)a instaurare una struttura di transizione,quale si prospetta il mettere insieme questo gruppo di 5/6 persone con pochi strumenti decisionali,e molti ostacoli insormontabili,con veti e ostracismi irresponsabili e senza controllo,che periodicamente manifestavano certi vassalli,valvassori e valvassini,per rivendicare una legittimazione,un protagonismo e un potere decisionale,
- se persiste tutto questo,tutto quanto risaputo ma non detto,

allora è meglio per tutti noi mettere una pietra sulla speranza di ottenere un pur minimo scenario di significativo cambiamento.

E sono in queste interpretazioni del nostro passato,se mi è permesso, in questa analisi crudele e al tempo stesso veritiera della nostra storia, a parer mio, che vanno ritrovate le spiegazioni dei nostri fallimenti,e delle nostre sconfitte, e dunque la necessità urgente ed imprescindibile di porvi rimedio.

Inoltre,(in questo ragionamento,analisi)è per me necessario toccare un altro tasto:

Non mi pare qui il caso di ribadire l’abissale differenza tra il popolo di Berlusconi e i residui seguaci di Fini,
ma nemmeno dimenticare l’esistenza di vedute politiche diverse, tra esponenti locali di F.I. e quelli di A.N.,
e nemmeno ignorare le tensioni,le divergenze con soggetti provenienti da altri percorsi ed esperienze.

E non mi pare nemmeno qui il caso e la necessità di piantare i paletti culturali e politici ognuno dei nostri mondi, ma fare attenzione alle diversità come necessità,come valore,come ricchezza, questo lo dobbiamo se vogliamo crescere politicamente e umanamente.

E non mi piace nemmeno celebrare i divorzi, esaltarmi per le mattanze o invocare la chiusura dei rapporti, all’interno di una comunità che ha il bisogno di crescere unito.
Le separazioni non si festeggiano,sono atti dolorosi, anche se a volte necessari,per fare un passo in avanti.

Il primo passo pertanto è di dare mandato a un soggetto capace, capace di rappresentare unitariamente questo nostro mondo di persone, di comunità,di valori,di sensibilità,di mentalità che si chiama centrodestra.

Passo non facile da individuare. lo capisco.

Meglio allora sarebbe evidenziare,all’interno del Popolo della libertà,
- un gruppo di persone,pienamente condiviso e legittimo,
- una base di partenza capace di proporre metodi e comportamenti,con figure attente nel produrre idee e attività
- una leadership insomma riconosciuta nei fatti,non ideologica,
- una struttura riconosciuta per capacità,non partitica o di provenienza,
- una rappresentanza autorevole e democratica,sensibile e di qualità,eletta all’interno di questa vasta assemblea del PdL.

E sono convinto di questo per 2 ragioni.

La prima ragione è che si tratta di DARE UNA VOCE, una rappresentanza, un peso a un mondo che non può restare sottinteso e sottotraccia, un mondo ancora sconosciuto e non ben definito all’esterno, ma vasto di temi,ragioni e passioni al suo interno, un mondo composito,variegato e plurimo che nel suo complesso, è perfettamente compreso dentro il popolo della libertà, ma non ancora pienamente inserito e compreso nel suo orizzonte.

- Seconda ragione. IN POLITICA NON ESISTONO I VUOTI, e non si può pensare di andare avanti così,senza progetti. senza idee,senza pensare a niente per riempire questi vuoti.
Nessuno può pensare di colmare questa lacuna, pensando che Berlusconi possa colmare tutti gli spazi, che Berlusconi possa da solo sopperire alle nostre carenze, e possa caricarsi di tutte le nostre defezioni ed incapacità.

E se internet,facebook,twitter,i blog,gli SMS e le e-mail sono il nuovo mito, e costituiscono una grande opportunità per far circolare le idee e i programmi, sono convinto che non basti a fare proseliti e a convincere l’opinione pubblica.
Con le sue amicizie virtuali,l’universo informatico e in genere il web ci illude di raggiungere più persone e di vivere in un mondo reale, ma in verità apriamo solo una finestra su una società,poco influenzabile dove l’individuo è degenerato in una tale solitudine di massa, per cui non è così facile richiamarne l’attenzione e raggiungerne il consenso.

A volte davanti al computer,mi vien da pensare, che,per non sentirsi soli in mezzo alla gente, al cittadino comune non è necessario iscriversi a facebook; è sufficiente aprire la porta di casa e fare un giro in città.
A maggior ragione,INCONTRARE LE PERSONE,aprirsi al dialogo con la gente, in politica,vale più di qualsiasi mobilitazione,o manifestazione, e potenzialmente vale più di qualsiasi propaganda.

Pertanto la capacità di dare risposte vere e profonde, sul versante dei bisogni della società civile albense, e la capacità garantista e plurale sul versante culturale, dentro il recinto indefinito ed indefinibile del centrodestra, deve essere l’elemento,la caratteristica che deve guidarci nella scelta delle persone alla guida di questo circolo della libertà.

Se è vero che perfino gli imperi prevedevano,al loro interno, diversità e costellazioni,usi e costumi,lingue e religioni, per durare nel tempo e sopravvivere a tutto e a tutti, occorre tutelare e FAR CRESCERE LE DIVERSITÀ DENTRO e non fuori il PdL.
È necessario pertanto trovare qualcuno,che,degnamente e con chiarezza, sappia renderle compatibili,sinergiche,rafforzanti,armoniose e leali.

Se la capacità del confronto,il senso comunitario viene bilanciato dal riconoscimento meritocratico e da una visione lungimirante della politica,
-che vada oltre l’orizzonte,che in futuro erediteremo dal leader Berlusconi,
-che abbia oggi la pazienza di assicurarne il rilancio e la crescita,
-che abbia oggi la chiarezza di fissarne i paletti e gli obiettivi,
nessun potere,nessuna lobby,nessuna corruzione potrà fermarci,
nessun vuoto,nessun fantasma,nessuna perdita potrà farci più paura,
per sièdere degnamente al governo del PdL di Alba adriatica.

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